Questo articolo rientra nell’ambito dell’analisi normativa e regolatoria dei prodotti del vaping, con particolare riferimento agli aspetti sanitari e fiscali che incidono sulle politiche pubbliche e sulle accise.
Negli ultimi anni il dibattito sulla sigaretta elettronica è stato spesso caratterizzato da informazioni contrastanti, semplificazioni e percezioni distorte. Per fare chiarezza, assume particolare rilevanza il recente rapporto pubblicato dall’Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail (ANSES), l’agenzia sanitaria pubblica francese.
Il documento rappresenta una delle analisi più complete mai realizzate sul vaping, basata su oltre tre anni di lavoro e sull’esame di circa 2.500 studi scientifici. Si tratta di una valutazione aggiornata e articolata dei rischi sanitari legati ai prodotti del tabacco e ai prodotti connessi, che contribuisce a riportare il dibattito su basi scientifiche solide.
Riduzione del rischio rispetto al fumo tradizionale
Uno dei punti centrali del rapporto riguarda il confronto tra fumo combusto e sigaretta elettronica. L’ANSES conferma che, pur non essendo privo di rischi, l’uso della sigaretta elettronica presenta un livello di rischio nettamente inferiore rispetto al fumo di tabacco per tutti gli effetti sanitari analizzati.
Il principale fattore di riduzione del rischio è l’assenza di combustione. La combustione del tabacco è responsabile della produzione della maggior parte delle sostanze tossiche e cancerogene presenti nel fumo tradizionale. Nei prodotti del vaping tali sostanze risultano assenti o presenti in quantità drasticamente inferiori, con una conseguente riduzione dell’esposizione per l’utilizzatore.
Assenza di evidenze oncologiche dopo oltre 15 anni
Un altro aspetto di grande rilievo riguarda la questione oncologica. Dopo oltre quindici anni di diffusione delle sigarette elettroniche, il rapporto ANSES sottolinea come non siano stati osservati casi di cancro attribuibili in modo diretto all’uso della sigaretta elettronica.
Pur evidenziando che i tempi di osservazione sono inferiori rispetto a quelli del fumo tradizionale, l’agenzia segnala che i dati disponibili, inclusi quelli provenienti da studi sugli animali, non mostrano segnali allarmanti tali da suggerire un rischio oncologico comparabile a quello associato alla combustione del tabacco.
Patologie croniche e approccio scientifico prudente
Per quanto riguarda le malattie croniche, l’ANSES adotta un approccio prudente ma chiaro. Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non esiste una relazione causale dimostrata tra l’uso della sigaretta elettronica e lo sviluppo di patologie come ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) o malattie cardiovascolari.
Gli esperti raccomandano di proseguire con la ricerca e la sorveglianza epidemiologica, senza attribuire allo svapo effetti sanitari che non trovano riscontro nei dati scientifici disponibili.
Percezione pubblica, fiscalità e regolamentazione
Il rapporto dedica ampio spazio anche alla distanza tra le evidenze scientifiche e la percezione dell’opinione pubblica. In molti Paesi europei una parte significativa della popolazione ritiene erroneamente che il vaping sia dannoso quanto, o addirittura più, del fumo tradizionale.
Secondo l’ANSES, questa percezione distorta rischia di scoraggiare i fumatori adulti dal passaggio a strumenti meno dannosi, riducendo i potenziali benefici in termini di salute pubblica.
Sul piano fiscale, l’agenzia mette in guardia da una tassazione eccessiva degli e-liquid, che potrebbe favorire pratiche di autoproduzione non controllata e l’espansione di mercati paralleli, con conseguente perdita di controllo sanitario e qualitativo dei prodotti.
Conclusioni
Il rapporto ANSES rappresenta un contributo scientifico di grande valore in un contesto spesso segnato da disinformazione e polarizzazione. Il messaggio che emerge è chiaro: la sigaretta elettronica non è priva di rischi, ma per i fumatori adulti costituisce, secondo le attuali evidenze scientifiche, un’alternativa significativamente meno dannosa rispetto al fumo combusto.
Una corretta informazione, unita a politiche equilibrate e basate sui dati, rappresenta un elemento essenziale per una tutela efficace della salute pubblica.
Fonte ufficiale
Articolo rielaborato sulla base del rapporto ANSES e dell’approfondimento pubblicato da SigMagazine, rivista di settore.
Leggi l’articolo completo su SigMagazine
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